Spostarsi nello spazio equivale a spostarsi nel tempo… Puo’ sembrare strano ma pensandoci un po’ si scopre che è vero. Infatti, mentre l’italia viveva la propria preistoria Informatica, gli states avevano già attreversato diverse epoche: nel 1968 nasce la Intel, nel 1975 viene costruito Altair, mentre pochi anni prima nasce la prima rivista di phone-phreaking, YPTL/TAP.
Fra il 1984 e il 1990 si succedono vorticosamente Eventi su eventi: la comparsa della Legion of Doom, il primo numero di 2600, il computer fraud and Abuse etc.. invece in italia il mercato inizia confusamente a svegliarsi.
Nel giro di pochi anni ma sempre in clamoroso ritardo fioriscono scuole private di Programmazione BASIC e vengono istituiti nella scuola publica un corso di diploma in ragionerie programmatore e uno di perito informatico. Fu allora che la generazione cresciuta con Frogger e Space Invaders, si avvia verso queste scuole piena di speranze, spesso deluse per la pochezza dell’attrezzatura e la sclerosi che caratterizzava l’insegnamento.
A differenza della realtà americana, dove il mercato arriva succesivamente al fenomeno degli Hacker che quindi nascono per cosi’ dire senza commistioni con realtà commerciali, in italia le cose viaggiano di parallelo. Gli home computer arrivano con la diffusione di massa e quindi la cultura Hacker ( che non sapeva ancora di essere tale) si confronta sempre e comunque con un tipo di realtà che agli inizi le da spazio, poi la tradisce puntualmente: secondo un copione che è stato rimesso in scena nuovamente grazie a Internet.
Molto spesso informatici improvvisati accalappiavano lo smanettone di turno sfruttando la passione, per ottenere manodopera qualificata ai costi praticametne nulli. Se Atene piange,Sparta non ride. L’istruzione pubblica si era già mostrata deficitaria e molti si rivolsero speranzosi a strutture private cadendo dalla padella nella brace. I corsi di Programmazione degli anni Ottanta spesso vengono organizzati e gestiti da veri e propri incompetenti ma purtroppo diventano gli unici punti di riferimento per la massa, e vengono parecchio sopravvalutati. Era normale aspettarsi, come accadde, che gli smanettoni sempre affamati di nuove informazioni appena capito l’andazzo, avrebbero snobbato queste scuole.
Il dramma degli smanettoni è dunque quello di non riuscire a trovare un ambiente dove poter imparare quello che interessa loro, cioe’ come mettere sul serile le mani sulle macchine.
Non ci sono corsi, scuole o simile che spieghino l’Assembler dello z80a o del processore del Commodore oppure come interfacciare un dispositivo alla porta del C64; i corsi si svolgono ancora su linguaggi di Programmazione vecchi come il FORTRAN o il COBOL, che non servono per gli home computer, e cosi gli smanettoni sono costretti a fare da soli, a scambiarsi informazioni per via piu’ o meno ufficiali.
Nei punti di incotro che come abbiamo detto, nascono dentro gli sgabuzzini dei venditori di computer mentre offrono le loro competenze ai nuovi utenti impantanati ancora sul come si accende la macchina, passano nottate intere su manuali scritti in inglese e reperiti chissà dove. Questo li porta da un lato a essere spesso all’avanguardia rispetto alla media italiana, ma ne rallenta anche lo sviluppo, che con un adeguata risposta da parte delle università e del mercato avrebbe potuto essere meno faticoso e approssimato. D’altro canto va detto che cominciava a manifestarsi in questi smanettoni un an’altra caratteristica che li accomuna agli Hacker amareicani: una spiccata intolleranza per tutto cio’ che e’ accademico e istrituzionalizzato, che dava loro quel tocco inconsapevolmente anarchico.
Con il crescere del mercato comincia però a porsi la necessità per le