Le variabili permettono di quantificare i processi di accumulo e flusso di energia, materia ed informazioni che si sviluppano durante l’evoluzione di un sistema.
Pertanto, lo stato globale di un sistema viene definito come l’insieme dei valori, in un istante, di tutte quelle quantità (parametri e variabili) che caratterizzano gli elementi importanti del sistema stesso e le interrelazioni di quest’ultimo con l’ambiente esterno.
Le variabili di stato si dividono in:
- S: variabili di stato interno (vs1, vs2, …, vsn);
- I: variabili di ingresso (vi1, vi2, …, vin);
- U: variabili di uscita (vu1, vu2, …, vun).
In questo modello, le variabili di uscita dipendono, istante per istante, dal valore assunto dall’insieme delle variabili di stato interno e da quelle di ingresso:
U=f(S, I)
Dato che non tutte le variabili di stato interno sono indipendenti tra loro, basta conoscere i valori degli ingressi e delle variabili indipendenti, per ricavare le altre.
Quando si definisce compiutamente lo stato globale di un sistema, individuandone parametri e variabili, è pura illusione riuscire a rappresentare in tutti i dettagli un sistema concreto, dato che le nostre capacità non ci permettono di studiare il reale in tutta la sua complessità.
Per cui, è inevitabile ricorrere alla costruzione di un modello semplificato che tenga conto solo di ciò che si considera interessante nell’oggetto dell’indagine in relazione allo scopo da raggiungere. In particolare, è importante scegliere le grandezze da considerare significative e quelle da trascurare, e definire anche il livello di precisione con cui si vogliono misurare le grandezze che entrano in giocodurante l’evoluzione del sistema.
Nel prossimo articolo sull’argomento, faremo un esempio pratico.